Più che descrivere cosa mi ha dato questo viaggio, farei ben prima a dire cosa non mi ha dato, tanto è vasta la gamma di emozioni provate. Tutto partì dalla volontà di fare turismo solidale e distaccarmi per un po’ da ciò che mi circondava, immergendomi in una realtà ben diversa dalla mia, seppur non così lontana geograficamente. Mi ritrovai così su un pulmino blu con un gruppetto di persone, che ben presto diventarono volti amici, alla volta delle bellezze della Romania, fra campi di colza gialli come limoni, laghi color alabastro, boschi rigogliosi, cascate incantevoli e animali liberi al pascolo. Ma ciò che maggiormente rimane è il viaggio fatto dentro ognuna delle persone incontrate. Vidi negli occhi delle persone il buio accecante di chi non sa pensare a nient’altro che non sia mangiare e riscaldarsi nel freddo della sera; quella umiltà che solo chi vive in povertà può avere. Il loro sorriso, la loro amorevole accoglienza e l’infinita riconoscenza non possono che scaldare il cuore. E i bambini gioiosi che incontrammo alla scuola ancora di più! Quest’ultima, così colorata, immersa in un oceano di verde, appare come in un libro di favole in cui tutti i sogni possono avverarsi. Proprio i bambini, assieme all’Asociatia IL Giocattolo, sono il simbolo di una speranza che non muore. Grazie per avermi permesso di vedere altro, ed ora tornata a casa, di vedere oltre. Auguro ogni bene a tutti i Copii (bambini in romeno) di Anina e Bradet, e lunga vita all’Asociatia il Giocattolo! A presto!

Claudia – Aprile 2018